E' in corso un vero e proprio attacco hacker alle caselle PEC di aziende e professionisti, purtroppo le campagne in corso sono diverse
1) attacco alle PEC avvocati
Il virus si chiama FTCODE e perviene tramite un messaggio di Posta Elettronica Certificata che appare attendibile, soprattutto perché spesso sembra provenire da colleghi. Essi contiene un file con estensione *.doc che, attivato, preclude l'accesso a moltissime cartelle e files e attiva un file readme.txt contenente le istruzioni per pagare il riscatto ed ottenere la password per annullare gli effetti.
Tale malware sta destando molta preoccupazione tra i professionisti perché ancora non esiste un tool che consenta la rimozione e l'annullamento dei suoi effetti. Le procedure che consentono la rimozione, tuttavia, potrebbero danneggiare o rendere inutilizzabili i file interessati.
2) attacco alla PEC aziendale finte fatture da SDI
Circa 500 caselle pec compromesse, 265mila messaggi di phishing inviati in sette giorni, un testo di email clonato dal servizio pubblico e un sistema di tracciamento dei destinatari. Sono gli ingredienti della campagna di raggiro lanciata via posta elettronica certificata, per raccogliere informazioni dalle potenziali vittime. I destinatari vengono invitati in modo fraudolento a inviare a un indirizzo di posta sconosciuto le proprie comunicazioni con il sistema di interscambio, la struttura istituita dal Mef per la trasmissione delle fatture elettroniche verso l’amministrazione o privati.
L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dall’Agenzia delle entrate e dal Computer emergengy response team Pubblica amministrazione (Cert-Pa), che lavora sotto l’egida dell’Agenzia per l’Italia digitale. I phisher avrebbero clonato una comunicazione pec lecita emessa a inizio ottobre da Sogei, società informatica controllata al 100% dal ministero dell’Economia e delle finanze, contestualmente al sistema di interscambio.
l nome display del mittente corrisponde all’indirizzo pec di un iscritto a un ordine professionale, riportato anche nel campo “destinatario”, mentre il mittente effettivo è una casella pec di una società italiana. Il testo fa riferimento a un “nuovo indirizzo da utilizzare per inviare le prossime fatture al sistema di interscambio“, che coincide invece con l’account mittente compromesso. L’aggressore tenta così di farsi inviare tutte le eventuali fatture e raccoglie dati per elevare in futuro il livello di attacco.
l nome display del mittente corrisponde all’indirizzo pec di un iscritto a un ordine professionale, riportato anche nel campo “destinatario”, mentre il mittente effettivo è una casella pec di una società italiana. Il testo fa riferimento a un “nuovo indirizzo da utilizzare per inviare le prossime fatture al sistema di interscambio“, che coincide invece con l’account mittente compromesso. L’aggressore tenta così di farsi inviare tutte le eventuali fatture e raccoglie dati per elevare in futuro il livello di attacco.
3) attacco alle PEc aziendali (con segnalazione di fatture scadute)